Da un po’ sembravano mancare novità ma….

In realtà abbiamo continuato a lavorare ed iniziato a prestare attenzione alla scuola dell’infanzia da cui sono arrivati stimoli interessanti: ad esempio ora nella maggior parte degli strumenti è possibile caricare suoni in modo da non richiedere necessariamente la letto-scrittura.
Da una richiesta delle maestre poi è nato il nuovo strumento pubblicato oggi: Memory Super!
Perché super? Perchè come nel classico gioco del Memory lo scopo è trovare gli abbinamenti scoprendo carte mescolate casualmente, ma qui oltre alle consuete due immagini uguali è possibile usare anche immagini differenti, oppure testi, oppure suoni da far ascoltare
Potete combinare le liste come preferite: immagine-immagine, immagine, testo, immagine-suono, suono-testo….
Insomma: spazio alla vostra creatività per produrre esercizi utili ed accattivanti a portata di qualsiasi bambino: dalla Scuola dell’Infanzia alla primaria è utile per tutte le materie e tutte le competenze oltre ad allenare la memoria visuo-spaziale!

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SusyDiario è in internet ad accesso libero. Non costa nulla: nemmeno se lo utilizzi con la tua classe per un intero anno scolastico (o ciclo!).

Nasce e cresce grazie al lavoro volontario di alcune persone che lo usano e condividono ciò che fanno. I contenuti sono aperti e rilasciati sotto licenza Creative Commons (riutilizzabili liberamente!).

Le spese di mantenimento sono poche e ce le sobbarchiamo. Il lavoro invece è tantissimo, ma non ci pesa. Se avessimo un po’ di fondi potremmo fare molte cose: tra tutte una grafica migliore ma soprattutto il mio sogno: aggiungere la traduzione spagnola (che è la lingua più diffusa al mondo, in particolare in paesi dove c’è un gran bisogno di offrire strumenti per l’istruzione!) a quelle italiane ed inglese attualmente presenti.

Bene: se ci credi il tuo contributo può essere prezioso, anche se piccolo, anche se solo di diffusione di questo appello!

Noi ci siamo, e continueremo a lavorarci anche se non arrivassero fondi… Ma se arrivassero potremmo lavorare di più e meglio.

Grazie fin d’ora per quello che vorrai e potrai fare per aiutarci

Da idea nasce idea

ordinaparoleCome spesso accade un’idea nuova apre le porte a molte altre. E così dal Piccolo Dettato e dall’Ordinamento di immagini è venuta fuori una fusione che è il nuovo strumento Composizione di sillabe.
L’insegnante propone una parola divisa in sillabe che vengono disposte casualmente sullo schermo dove l’alunno dovrà ricomporre la parola trascinando ciascuna sillaba nel riquadro giusto.
Si può indicare il compito da eseguire in forma scritta ma – più probabilmente trattandosi di un compito per bambini molto piccoli! – mostrando un disegno e/o caricando un suono: in questo modo il bambino dovrà ricomporre la parola che ascolta!
Nei risultati viene indicato se il compito è stato svolto correttamente oppure, in caso di errore, qual’era la parola da comporre e cosa ha composto l’allievo
Ed ecco dove trovare il nuovo strumento di SusyDiario (oltre ai moltissimi altri altri!)
http://www.susydiario.it/Novita.asp?i=-1

SusyDiario e l’apprendimento della letto-scrittura

Michele Succol (il Maestro Michele) è l’autore di moltissimi dei contenuti pronti che SusyDiario mette a disposizione degli insegnanti. Gli strumenti di SusyDiario spesso nascono proprio ispirati dalle sue necessità didattiche: per un informatico come me comprendere le esigenze dei bambini e della didattica nella scuola primaria sarebbe estremamente difficile se non del tutto impossibile: il rapporto con il Maestro Michele mi ha permesso – e mi permette tuttora – di individuare le esigenze a cui la piattaforma deve rispondere e spessissimo di mettere a punto strumenti appena abbozzati.

L’ultimo strumento predisposto – il Piccolo Dettato – è nato proprio dall’esigenza del Maestro Michele per la classe prima che ha da quest’anno. Lo strumento l’ho messo a punto io (l’informatico) la sua applicazione e trasformazione in contenuti utilizzabili con i bambini è invece tutto merito di Michele Succol.

A Michele va il mio ringraziamento per la costante collaborazione che ha permesso di far sviluppare SusyDiario, ma anche un pubblico riconoscimento visto che continua a pubblicare i contenuti che predispone per le sue classi mettendoli a disposizione di tutti gli insegnanti che usano SusyDiario.

Lascio a lui la parola per presentare l’ultima serie che ha pubblicato: i dettati di parole.

I nuovi esercizi sul dettato prendono lo spunto dall’esigenza della gradualità nell’apprendimento della lettura e della scrittura nel bisogno del rinforzo per gli alunni con difficoltà (non necessariamente legate alla dislessia) . Durante l’incontro con le logopediste del nostro Distretto per la restituzione degli esiti delle prove somministrate agli alunni delle classi prime coinvolti nel progetto “scrivo leggo bene” (prevenzione della dislessia e disgrafia), è proprio emersa la necessità di proporre ai bambini gruppi di parole “coerenti” tra loro.

Gli esercizi che proponiamo su Susydiario pertanto, prendendo spunto da questo importantissimo consiglio, sono così suddivisi: parole bisillabe (in abbondanza perchè costituiscono la base per l’apprendimento), parole trisillabe, parole bisillabe con la prima sillaba inversa, parole del gruppo “consonante-vocale-consonante”, parole del gruppo consonante-consonante-vocale”, parole del gruppo consonante- vocale -vocale e parole quadrisillabe.

Dopo la fase di ascolto -scrittura dovrebbe venire la fase di visione (immagine)-autodettatura che al più presto vedremo di proporre

Novità evidenti e meno evidenti

Chi conosce SusyDiario sa che è una piattaforma in continua (anche se a volte lenta: limiti del volontariato!) evoluzione: ritocchi, aggiunte piccole o grandi, aggiustamenti, correzioni.

A volte si tratta di suggerimenti oppure di richieste che provengono dagli insegnanti, altre volte è la mia anima di informatico che si illumina con qualche idea.

Ad esempio sono la risposta a richieste provenienti da insegnanti i due ultimi moduli pubblicati: il Piccolo dettato e Ordina i disegni.

Lo strumento Piccolo DettatoIl modulo Piccolo dettato permette all’insegnante di caricare un file MP3 o WAV con una parola o una breve frase; inserire il testo trascritto e proporre il dettato ai bambini come compito. Fino a che il testo non viene trascritto correttamente il file sonoro verrà eseguito nuovamente ed all’uscita oltre al tempo impiegato saranno riportati anche gli errori compiuti.

Invece Ordina i disegni permette di caricare una serie di immagini (suggerito non più di 6 per una questione di spazio disponibile a video) che saranno automaticamente ridimensionate per poter essere facilmente gestite, oltre all’indicazione del compito da svolgere: cose tipo “cosa viene prima e cosa dopo?”.
Al bambino appare una griglia con tante caselle numerate quante sono le immagini, e sotto la serie di disegni ricombinata in ordine casuale. Con il mpuse o il touch dovrà trascinare ciascuna immagine sulla casella corrispondente per metterle in ordine.

Entrambi questi strumenti mi sono stati richiesti da insegnanti che iniziano il ciclo quest’anno e, dopo aver sperimentato SusyDiario gli anni scorsi con bambini più grandi, hanno deciso di iniziare dalla prima: pare che la cosa stia funzionando bene!

Ci sono già maestri al lavoro su questi nuovi moduli che stanno preparando lezioni per le proprie classi con l’intenzione poi di pubblicarle per renderle accessibili a tutti gli insegnanti che le vogliano usare. E questa si chiama condivisione della conoscenza e libera circolazione dei contenuti!

Ma ci sono novità di cui quasi nessuno s’è accorto. Da un po’ di tempo SusyDiario è in grado, per la maggior parte dei moduli, di decidere se la risposta fornita sia corretta oppure no. Badate: anche prima nei risultati poteva apparire “Risposta giusta” oppure “Risposta sbagliata”, ma si trattava semplicemente della frase da associare ai risultati in funzione di condizioni predefinite. Per il software quell’esecuzione era semplicemente terminata con la scrittura di quelle stringhe.

Ora invece SusyDiario sa” se la risposta è giusta o sbagliata e può modificare il suo “comportamento di conseguenza. In pratica al termine di ogni prova applicherà un algoritmo che le permette di ottenere una valore binario: giusto oppure sbagliato.

A cosa serve questa valutazione? Per il momento è possibile, quando si imposta la ripetizione forzata di un modulo, attivare una opzione che interrompe la ripetizione quando valuta un risultato giusto. In altri termini si possono dare lezioni per casa del tipo “Rispondi al quiz sui verbi fino a che non dai la risposta giusta, oppure almeno 10 volte“. Ovviamente la cosa può essere applicata a qualunque esercizio: aritmetica, geometria, geografia….

Ma uno dei motivi che mi ha spinto ad arrivare a questo strumento di valutazione è che vorrei, in futuro, permettere all’insegnante di dare ai bambini compiti per casa più “intelligenti”. Usando la condizione “Se risponde giusto allora…” e “Se risponde sbagliato allora…” potremmo ad esempio scegliere con quale modulo far continuare i compiti: uno più semplice se il bambino sbaglia, uno più complicato se fa giusto. E magari in seguito uno ancora più complesso se fa giusto in un tempo inferiore a…

Ecco: la mia mentalità da informatico (ma pur sempre laureato in Psicologia!) mi spinge a pensare che in questo modo i bambini che sono più avanti potrano provare maggior interesse ed annoiarsi meno facendo i compiti. Quelli che hanno bisogno di più aiuto invece potranno vedere ridotte le loro difficoltà: non abbacchiarsi e fare un percorso più graduale di apprendimento anche quando non sono in classe con l’insegnante che li può seguire direttamente, ma a casa a loro di fronte ai compiti per casa.

Privacy, scuola e SusyDiario

Come chiunque sia un minimo informato sa piuttosto bene, l’utilizzo di internet e del cosiddetto WEB 2.0 in particolare implica spesso la rinuncia al controllo dei propri dati personali, addirittura di dati sensibili in alcuni casi!

Sulla questione il dibattito è consistente in molti ambienti: si va dalle questioni etiche a quelle più pragmaticamente economiche: molti servizi (pensiamo al classico esempio dei social network e dei motori di ricerca) sono presentati come gratuiti, ma in realtà il valore che noi forniamo in cambio del loro utilizzo sono le informazioni su noi stessi che in maniera evidente o meno forniamo. In maniera evidente iscrivendoci compiliamo una form nella quale ci sono come minimo dati di contatto (indirizzo email in primis) ma normalmente molte altre informazioni: indirizzo geografico, telefono, cellulare, ecc.

In maniera meno evidente (ma qui sta spesso la parte consistente del business), ogni qual volta compiamo un’azione qualsiasi all’interno di un determinato ambiente, questa viene memorizzata ed associata al nostro profilo, fino a consentire a chi ne detiene il controllo di avere informazioni anche molto dettagliate su di noi e la nostra vita. Stringiamo amicizia, dichiriamo legami famigliari, postiamo fotografie nostre e dei nostri cari (abbondano le immagini di bambini anche piccolissimi, con il motivo di condividere l’orgoglio di genitore con le nostre cerchie di amici veri o virtuali), segnaliamo le nostre vacanze con foto e spesso mappe dettagliate di destinazione e perfio gite nei dintorni, clicchiamo annunci pubblicitari o approfondimenti informativi, aderiamo a pagine di associazioni o addirittura partiti politici. Mettiamo Like o Dislike su contenuti di varia natura.

L’elenco potrebbe allungarsi a dismisura, ma questi pochi esempi sono già più che sufficienti a dare un’idea su come e quanto un social network possa inquadrare la nostra personalità, le nostre preferenze (anche sensibili: credo religioso, adesione a partiti…), alla fin fine la nostre vita!

Normalmente la questione viene lasciata ad un rapporto contrattuale: un adulto sa (o meglio: dovrebbe sapere! Quanti noi noi hanno letto le clausole di adesione a Facebook prima di registrarsi?) cosa da in cambio del “servizio gratuito” che riceve.

Ma la questione diviene molto più delicata se parliamo di scuola: fioccano le proposte e le sperimentazioni in merito all’uso dei social network (più o meno “dedicati”) nella didattica, ma senza spingerci a questo punto anche una semplice ricerca su un motore implica che questo raccoglierà informazioni sui nostri interessi.

Queste considerazioni nascono dalla lettura di un articolo online sul Corriere della Sera, che mi ha spinto non solo a ragionare su ciò che so, ma anche a spiegare come ho affrontato il problema su SusyDiario.

Come qualcuno di voi saprà SusyDiario è una piattaforma didattica gratuita dedicata alla scuola primaria. Hanno accesso insegnanti ed allievi per produrre ed utilizzare materiali didattici interattivi online. Ovviamente per consentire l’accesso e fornire informazioni sullo studio e le esercitazioni effettuate dai bambini è necessario registrare degli account ed associare a questi i registri di utilizzo ed i risultati ottenuti. Dunque in un certo qual modo creare dei profili persistenti anche dei bambini.

E’ un problema che mi sono posto fin dai primi passaggi della progettazione: SusyDiario è gratuito nel vero senso della parola! In altri termini: non avete l’accesso senza pagare perchè io possa usare i vostri dati per altri scopi ma perché credo nella “filosofia del dono” secondo la quale metto a disposizione qualcosa solo perché ritengo che possa essere utile, mentre non lo sarebbe affatto (o lo sarebbe molto poco) se lo tenessi per me. Ma queste sono dichiarazioni di principio. Come fa un insegnante a fidarsi? Ed ammesso che si fidi, che certezza ha che io non cambi idea tra un po’ ed inizi ad usare le informazioni di cui potrei disporre? E dunque: come posso – io autore – garantire che ciò non accade e non accadrà?

Non è stato semplice risolvere questo enigma, ma credo di esserci riuscito e vorrei spiegarvi come.

Rischio di utilizzo del profilo a scopo pubblicitario

Su SusyDiario non troverete mai pubblicità se non informazioni sulla piattaforma stessa. In altri termini SusyDiario è un ambiente protetto nel quale la pubblicità non entra ed i bambini trovano esclusivamente i contenuti che l’insegnante ha deciso che vedano. Al massimo, se navigano verso l’homepage, potranno vedere gli annunci che vi appaiono, ma ho sempre pubblicato solo informazioni su SusyDiario.

Se un giorno per un qualsiasi motivo dovessi ripensarci (garantisco che non accadrà, ma…) la cosa sarà immediatamente evidente e dunque ciascun insegnante potrà decidere se continuare ad usare la piattaforma oppure smettere.

Gestione dei dati personali dei bambini

A ciascun bambino della vostra “classe virtuale” serve un account personale: è l’unico modo di cui dispongo per potervi mostrare i suoi risultati con una discreta certezza che siano proprio suoi (imbrogli a parte diciamo!).

I dati completi dell’account consistono in nome, cognome, indirizzo mail, nickname e vengono associati alla classe (ad es 5 B) che è associata alla scuola di appartenenza dell’insegnante.

Qui la soluzione era più complessa: rinunciare a questi dati significava non poter mettere a disposizione alcuni servizi (ad esempio l’invio via mail dell’accesso o della segnalazione dei compiti per casa), ma detenerli poteva risultare inaccettabile per l’insegnante.

Per prima cosa ho deciso che i bambini non possono registrarsi individualmente (o farsi registrare dai genitori): deve essere l’insegnante a comporre la propria classe e facendolo ad immettere i dati che ritiene necessari o utili. In questo modo sapete esattamente cosa SusyDiario conosce dei vostri allievi e non si corre il rischio che un bambino immetta dati che voi preferite che non ci siano.

Poi vi ho lasciato ampia libertà di decidere valutando i pro ed i contro: di questi dati l’unico che non può essere omesso è il nickname: normalmente il nome di battesimo o il nomignolo con cui è chiamato in classe. Il motivo di ciò è che SusyDiario “si rivolge al bambino” usando questo dato. Supponendo che il nomignolo sia Mario la pagina dove troverà i suoi compiti avrà came titolo “Compiti per Mario” e l’eventuale mail che gli segnala che ha lavori da fare per casa sarà diretta a lui (Compiti per casa per Mario – Ciao Mario: ci sono compiti per te su SusyDiario).

Tutte le altre informazioni, compreso nome e cognome, non sono necessarie nella registrazione. Ovviamente in assenza di un indirizzo mail SusyDiario non potrà inviare le mail automatiche di segnalazione dei compiti, ma utilizzare la tecnologia non signica per forza dover rinunciare al tradizionale diario scolastico! A voi scegliere cosa preferite fare.

Supponiamo dunque che vogliate optare per registrare tutti i dati: far mandare automaticamente le mail è comodo, come è comodo potersi scaricare una tabella nella quale a fianco di ciascun nome e cognome sono indicati i compiti svolti, tempo trascorso a farli, l’orario e la data in cui sono stati fatti, i risultati raggiunti nel caso di esercizi. Rinunciare a queste possibilità per non fornire dati personali può essere un bel fastidio oltre che un grosso limite per l’uso della piattaforma, al punto da spingervi a rinunciare.

Questo è stato lo scoglio principale: lo ammetto! Però l’ho risolto in maniera tale da offrire la massima garanzia (credo: spero di non vantarmi eccessivamente!).

Quando l’insegnante opera su SusyDiario può utilizzare (non è obbligato, ma lo consiglio caldamente!) una propria chiave di crittografia. si tratta di una stringa di caratteri a piacere che viene utilizzata direttamente sul database MySQL (in altri termini con funzioni native, non dettate dal mio software!) per crittografare tutti i dati dei bambini fatta esclusione per il solo nickname (per le ragioni dette sopra di personalizzazione dell’interfaccia).

L’algoritmo usato per la crittografia è l’AES, uno standard usato anche dal governo degli Stati Uniti per la protezione dei dati. Il risultato della crittografia e la possibilità di tornare da questo ai dati in chiaro, dipendono dalla stringa utilizzata  come chiave di crittografia che non viene registrata da nessuna parte, limitandosi a ricordarla per tutta la durata della sessione utente e rilasciandola dalla memoria volatile appena vi scollegate.

Dunque prima di registrare la vostra classe immettete la chiave di crittografia: i dati saranno salvati in un formato illeggibile: a titolo di esempio questa stringa “ÝÆŠN=—ðéöî}‚T}…‹!y.V!…Q1x…” è il mio indirizzo mail come appare nell’account di mio figlio (registrato da me per le sperimentazioni) e questa “õ»NªVGc@{ˆû¹#Víôv‘››©{8’íêr®” lo stesso indirizzo nell’account registrato dal suo maestro per usare SusyDiario a scuola.

Unica accortezza sarà quella di immettere la vostra chiave di crittografia quando iniziate ad operare su SusyDiario: in caso contrario i nomi dei bambini risulterebbero illeggibili anche per voi, anche se avreste comunque disponibili i nickname che possono essere più che sufficienti. Chiaro che perchè SusyDiario possa spedire la mail con la segnalazione dei compiti per casa e l’accesso alla piattaforma sarà indispensabile aver immesso la chiave di crittografia: altrimenti l’indirizzo non risulta utilizzabile.

Altra cosa importante: conservate la vostra Chiave di crittografia in un luogo sicuro. Se doveste perderla io non sarei assolutamente in grado di restituirvi i vostri dati! Potete sempre ricostruirli voi partendo dai nickname, ma significa prendersi l’account di ciascun bambino e modificarlo reinserendo tutto.

Profili di utilizzo

L’ultima serie di dati sono quelli che SusyDiario conserva per l’insegnante: per ciascun bambino viene registrato il contenuto utilizzato, la data e l’ora di inizio dell’utilizzo, l’ora di fine, il tempo complessivo e, nel caso di esercizi, i risultati ottenuti. Se attivate il monitor remoto (strumento utilissimo: vi da la possibilità di vedere la schermata così come la sta vedendo l’allievo che sta usando SusyDiario, indipendentemente da dove vi troviate, e di comunicare con lui via chat) l’immagine html dell’ultima schermata.

Non si tratta dunque di dati fondamentali per la privacy, mentre sono dati importantissimi per l’insegnante. Non è possibile crittografarli in quanto il bambino potrà usare SusyDiario per i compiti a casa: dovrebbe conoscere la chiave di crittografia dell’insegnante oppure dovrei registrarla, ma in questo modo la garanzia di riservatezza crollerebbe.

Questi dati sono conservati in una tabella che non contiene l’identità del bambino, ma solo un codice numerico per poterli ricollegare al suo account (crittografato senza la chiave dell’insegnante!). SusyDiario non li cancella mai: in linea teorica potreste conservarli dalla prima alla quinta per poter valutare la sua “evoluzione” nel tempo.

Potete però cancellarli voi quando volete: normalmente a fine anno scolastico, ma è una scelta vostra. Prima della cancellazione vengono riversati in una tabella di servizio scollagandoli dall’account per poter essere in seguito usati (da me) a puro scopo statistico. I dati cancellati dunque non potranno essere recuperati: per questo un apposito messaggio di attenzione vi informa della cosa chiedendovi conferma della cancellazione prima di effettuarla.

Bene: spero di avervi offerto garanzie sufficienti, ma naturalmente sono a disposizione di chiunque volesse approfondire o avere chiarimenti